Risultati preliminari di uno studio condotto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dimostrerebbero che nessuno dei quattro farmaci antivirali testati abbia un effetto significativo nel ridurre le morti per COVID-19. Anche altri parametri, come la riduzione della necessità nell’uso di ventilazione assistita, o la durata del ricovero, non cambiano che il paziente riceva un trattamento antivirale o un placebo.

Lo studio ha comparato quatto trattamenti diversi: Remdesivir (primo farmaco mai approvato (per uso compassionevole) per COVID-19, e tutt’ora usatissimo), Idrossiclorochina (farmaco usato per Malaria), interferone beta-1a, ed una terapia che combini lopinavir e ritonavir (antivirali). Lo studio della OMS e’ randomizzato, il che vuol dire che pazienti sono assegnati in modo del tutto casuale alle diverse terapie, ed è stato condotto in 405 ospedali in 30 paesi del mondo, per un totale di 11.266 pazienti.

Si legge nella pubblicazione provvisoria:

“I risultati complessivi poco promettenti dei regimi testati sono insufficienti a confutare le prime speranze, che furono basate su studi più piccoli o non randomizzati”

WHO Solidarity trial consortium
WHO Solidarity trial consortium – Survival Curve Ctr vs Treatement

La vittima piu’ nota di tale sperimentazione dettagliata e rigorosa, e’ Remdesivir, un farmaco sperimentale (mai approvato per null’altro). A Maggio di quest’anno, Remdesivir ottenne un via libera preliminare delle autorita’ Americane per il trattamento di casi gravi di COVID-19. La scelta – rinnovata ed estesa in Agosto a tutti i casi confermati di COVID-19 (gravi o meno), fu basata su tre test clinici, nei quali uno dimostro’ una riduzione del tempo di ospedalizzazione, mentre gli altri due gia’ offrirono dati gia’ meno convincenti (in GS-US-540-5774, per esempio, l’effetto di Remdesivir era visibile se preso per 5 giorni dal ricovero, ma non se preso per 10 [?!]). In fine, complice il deserto assoluto per quanto riguardasse una terapia, i numeri dei ricoveri e morti, e l’assenza di importanti effetti collateral, la FDA si dichiaro’ favorevole ad autorizzare il farmaco in via eccezionale, a patto che si continuasse a fare test clinici piu’ lunghi ed accurati.

Ed infatti: i nuovi dati dalla OMS gettano acqua fredda sul farmaco. Il produttore, Gilead, ha dichiarato al Financial Times che “i dati emergenti sembrano incoerenti con prove più solide da più studi randomizzati e controllati che convalidano il beneficio clinico di [remdesivir]”. Vedremo.

Remdesivir non e’ l’unico farmaco ad avere acceso le speranze con dati preliminari, per poi lasciarci delusi quando test piu’ accurati ne sconfessano l’efficacia. Un esempio e’ tocilizumab, ma ne parliamo un’altra volta.

Fatto divertente: i risultati dell’OMS indicano inoltre che il desametasone (un farmaco steroide che costa meno dell’acqua minerale) sia è l’unico farmaco con dati solidi sulla riduca dei morti tra le persone gravemente malate.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.